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BOCCACCE. Torna l'appuntamento con l'arte contemporanea
Data pubblicazione : 28/07/2026

Al Giardinetto e a Torre Matteucci, fino al 15 settembre, la personale di Giulia Poppi

Dal 30 luglio al 15 settembre 2025, la città di Fermo accoglie Boccacce, mostra personale di Giulia Poppi a cura di Matilde Galletti, all’interno di un progetto promosso da Carifermo S.p.a. e Associazione Karussell, con il supporto di Fondazione Cassa di Risparmio di Fermo.

 

Concepita come un intervento diffuso nello spazio pubblico, si articola in tre luoghi simbolici della città: il Giardinetto della Cassa di Risparmio di Fermo (Corso Cavour 17), la Torre Matteucci (Corso Cavour 2) e le Piccole Cisterne Romane (Largo Temistocle Calzecchi Onesti). L'inaugurazione si terrà giovedì 30 luglio alle ore 18.00 presso il Giardinetto della Cassa di Risparmio di Fermo, punto di partenza del percorso espositivo.

 

La mostra sarà visitabile fino al 15 settembre 2026 presso il Giardinetto della Cassa di Risparmio di Fermo e la Torre Matteucci, mentre l'installazione allestita nelle Piccole Cisterne Romane resterà aperta al pubblico fino al 15 agosto 2026.

La mostra presenta una serie di opere inedite e site-specific concepite appositamente per i tre spazi, sviluppando uno stretto dialogo con le loro caratteristiche storiche, architettoniche e percettive. Il progetto invita il pubblico a percorrere la città seguendo una costellazione di interventi che trasformano l'esperienza dello spazio urbano in una narrazione fatta di apparizioni, dettagli e slittamenti di scala.

Ogni opera instaura una relazione con il luogo che la ospita, dando vita a un percorso in cui memoria, immaginazione e percezione si intrecciano.

Nel Giardinetto della Cassa di Risparmio di Fermo, l'artista interviene con elementi dalla struttura lieve e sfuggente, sottolineati da segni luminosi e accompagnati da sculture sospese che evocano i residui di una festa appena conclusa.

Nelle Piccole Cisterne Romane, un'installazione dai colori fluorescenti sembra galleggiare sopra un pulviscolo di neon, abitando gli ambienti oscuri di questo antico spazio e generando un cortocircuito tra luce artificiale e materia archeologica. Alla Torre Matteucci, infine, un piccolo segno visivo emerge dalla finestra più alta dell'edificio, trasformandosi in un segnale inatteso per chi attraversa la città e alza lo sguardo.

Le tre opere compongono un unico racconto disseminato nello spazio urbano, nel quale il visitatore è invitato a ricostruire una costellazione di immagini sospese tra gioco, metamorfosi e meraviglia.

 

Il titolo della mostra racchiude l'immaginario da cui prendono origine gli interventi site-specific, come racconta Giulia Poppi: “Boccacce è la smorfia irriverente del bambino felice. Segue con lo sguardo un millepiedi che va ad una festa, tra palme, detriti argentati di festoni glitter e luci. Un microcosmo ingigantito, un cambio di consistenza del reale da seguire da vicino senza distrazioni. Qualcosa si lancia dalla torre ma è solo un diversivo, perché è nel silenzio buio delle acque sotterranee, tra la polvere delle vecchie mura che qualcosa si sta generando”.

 

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