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FONDO DI SOLIDARIETA' per mutui acquisto prima casa

Con la pubblicazione, da parte del MEF, del Regolamento con le nuove norme di attuazione (Decreto 22 febbraio 2013, n. 37), é di nuovo operativo dal 27 aprile 2013 il Fondo di Solidarietà per i mutui per l'acquisto della prima casa, entratoin vigore il 2 settembre 2010 con il Decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze n.132 del 21 giugno 2010 e poi temporaneamente sospeso a seguito delle modifiche introdotte dalla Legge 28 giugno 2012 n.92.
Il Fondo in oggetto è posto a copertura del costo della provvista riveniente dalla sospensione dell’ammortamento del prestito; tale beneficio può essere richiesto, per non più di due volte e per un periodo massimo complessivo di 18 mesi, dal mutuatario che dimostri di non poter soddisfare le obbligazioni assunte.
Possono presentare richiesta di sospensione i titolari di un mutuo di importo erogato non superiore a 250 mila euro, in ammortamento da almeno un anno e con indicatore della situazione economica equivalente (ISEE) non superiore a 30 mila euro. L’ammissione al beneficio, limitatamente alle disponibilità del Fondo, è subordinata all’accadimento di determinati eventi, individuati dal provvedimento.

Il Ministero dell'Economia e delle Finanze ha reso disponibile nel proprio sito internet alla pagina www.dt.tesoro.it/fondomutuiprimacasa:

  • le Linee Guida per la presentazione e l’istruttoria delle domande di sospensione, contenente, in particolare, requisiti e condizioni per l'accesso alle agevolazioni, la durata della sospensione e le modalità di calcolo degli interessi;
  • il modulo di domanda per la richiesta di sospensione, predisposto in forma di autocertificazione (ai sensi dell’art. 76 del D.P.R. n. 445/2000); esso riporta, per ciascuno degli eventi che conferiscono in capo al mutuatario il diritto all’agevolazione, la documentazione in copia semplice che il mutuatario stesso è tenuto ad allegare all’istanza, per attestare di trovarsi in una delle condizioni per le quali è prevista la sospensione del pagamento delle rate.

 

Per accedere alle agevolazioni i beneficiari devono essere in possesso, alla data di presentazione della domanda, dei seguenti requisiti (cfr punto 1 delle Linee Guida):

  • titolo di proprietà sull’immobile, sito nel territorio nazionale, oggetto del contratto mutuo che deve costituire l’abitazione principale del beneficiario;
  • titolarità del mutuo di importo erogato non superiore a 250.000 euro in ammortamento da almeno un anno;
  • indicatore di situazione economica equivalente ISEE dell’intero nucleo familiare non superiore a 30.000 euro;
  • l’immobile oggetto di mutuo deve essere non di lusso e pertanto non deve rientrare nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9.

 

L’ammissione al beneficio è subordinata agli eventi di seguito indicati verificatisi successivamente alla stipula del contratto di mutuo e tali da determinare la temporanea impossibilità da parte del beneficiario di provvedere al pagamento delle rate alla loro naturale scadenza:

  • perdita del posto di lavoro a tempo indeterminato o termine del contratto di lavoro parasubordinato o assimilato con assenza non inferiore a tre mesi di un nuovo rapporto di lavoro;
  • morte o insorgenza di condizioni di non autosufficienza di uno dei componenti il nucleo familiare che sia percettore di reddito pari ad almeno il 30% del reddito imponibile complessivo del nucleo familiare domiciliato nell’abitazione del beneficiario;
  • pagamento di spese mediche o di assistenza domiciliare documentate sostenute nei 12 mesi antecedenti la data di presentazione della domanda per un importo annuo non inferiore a 5.000 euro;
  • spese di manutenzione straordinaria, di ristrutturazione o adeguamento funzionale dell’immobile oggetto di mutuo sostenute per opere necessarie e indifferibili per un importo non inferiore a 5.000 euro e gravanti direttamente sul nucleo familiare del beneficiario;
  • aumento della rata di mutuo regolato a tasso variabile, rispetto alla scadenza immediatamente precedente, dovuto alle variazioni dei tassi di interesse, nella misura del 25% nel caso di rate semestrali e del 20% per quelle trimestrali e mensili.

 

L’agevolazione è fruibile al massimo due volte per un periodo non superiore ai 18 mesi complessivi.